Carte Revolving

Le carte di credito che offrono la possibilità di effettuare il rimborso delle spese in modo rateale, conosciute anche con il nome di carte revolving, sono da considerarsi a tutti gli effetti dei prestiti.
E non solo perché ne presentano le caratteristiche formali, ma anche perché ne confermano anche quelle di natura sostanziale.

Il primo aspetto che le caratterizza, e che salta agli occhi, è costituito proprio dal rimborso che avviene attraverso il pagamento di rate, di importo costante nel tempo, secondo un ben preciso piano di rimborso, caratterizzato a sua volta dal tasso di interesse applicato e dal numero di rate scelto.
Ciascuna rata sarà composta da una parte di interessi, ed una parte di capitale da rimborsare.
Da questo punto di vista non devono trarre in inganno due aspetti che sono: la possibilità di rimborsare in un'unica soluzione, interrompendo il rimborso rateale, in qualsiasi momento (poiché è una possibilità che appartiene a qualsiasi tipo di prestito); la ricostituzione del plafond che può essere speso tramite la carta, mano a mano che viene rimborsato il capitale già speso (anche in questo caso vi sono varie tipologie di prestito, quali ad esempio l'apertura di credito in conto corrente che ha le stesse funzionalità).

Ovviamente, trattandosi a tutti gli effetti di una forma di prestito, comporta le stesse conseguenze nel momento in cui ci dovessero essere ritardi o disguidi dei pagamenti, con la conseguente iscrizione alla Crif tra i cattivi pagatori.
Inoltre vengono considerate, nel computo dei finanziamenti in corso, per constatare la capacità di rimborso, nel caso in cui si debba chiedere un finanziamento.

Bisogna sottolineare che si tratta indubbiamente di un tipo di pagamento molto comodo e flessibile, che permette di effettuare alcune spese in tranquillità, senza dover attivare la parte burocratica relativa invece ad un qualsiasi finanziamento, ma il ricorso ad essa dovrebbe essere limitato solo a casi di vera emergenza.
Le ragioni principali sono almeno due, che vanno in questa direzione, ovvero, il fatto che possa essere usata comodamente come una carta di credito spinge a fare tante mini-rate, che andranno rimborsate, ma la cui entità modesta di ciascuna porta a sottovalutarle, quando nel giro di qualche mese ci si ritroverà con una buona parte dello stipendio destinato al loro rimborso (in poche parole sono molto difficili da tenere sotto controllo).
L'altro aspetto, non meno importante, è rappresentato dal tasso di interesse applicato che è generalmente molto elevato, ed oscilla, in termini di Taeg tra il 16% per arrivare, in alcuni casi, fino al 25% (non a caso ci sono state numerose segnalazioni, con conseguenti sanzioni, nei confronti di alcuni emittenti, che praticavano tassi di interesse superiore alla soglia minima di usura).

Ultimamente sono nate alcune carte revolving, che prevedono il rimborso rateale, ma per le quali, il calcolo della quota degli interessi viene effettuata applicando una cifra fissa per ogni scaglione di spesa effettuata (ad esempio ogni 100 euro).
Questo genere di carte può sembrare vantaggioso, perché gli interessi vengono 'quantificati' ed identificati in importi così bassi da essere quasi irrisori, ma in realtà, nella media applicano tassi di interesse che rimangono intorno al 20%.