Inoltre, l’importo massimo erogabile è condizionato al valore del bene prestato in garanzia (la casa ad esempio): da qualche anno, una certa deregulation del mercato consente di registrare offerte di mutui che arrivano a coprire il 100% del valore di perizia dell’immobile, determinato da un esperto di estimo incaricato dalla banca o dall’istituto di credito competente.
La perizia eseguita a questi fini, pur se formalmente tesa a individuare “il più probabile valore venale in comune commercio” del bene, deve tener conto dell’aspetto prospettico della sua eventuale utilità, poiché in ragione della cospicua durata del mutuo e della possibile
modificazione nel tempo degli equilibri fra i molti parametri da prendere in esame, essa deve ponderatamente restituire un valore di garanzia sostanziale in favore dell’ente erogante (la Banca), tale che nell’ipotetica necessità di esitazione all’incanto del bene, che potrebbe accadere in un imprecisato momento del rapporto, si disponga di un valore stabilmente tenutosi realistico.Ciò determina in genere una differenza fra l’importo di perizia ed il valore commerciale effettivo dell’immobile, detraendosi da questo valori che rendano ragione dei rischi di deperimento tecnico-fisico e delle eventuali modifiche del mercato di riferimento.
I tassi di riferimento a livello europeo nell’erogazione dei mutui sono l’Eurirs o Irs (Interest rate swap) per i mutui a tasso fisso e l’Euribor per quelli a tasso variabile, per il valore calcolato il giorno della firma del contratto.
I mutui a tasso variabile consistono nell’erogazione di un finanziamento ad un interesse prefissato che cambia nel tempo e viene ricalcolato rispetto ad un indice di riferimento (esempio Euribor) più un certo guadagno percentuale (mark-up per l’istituto di credito o la banca, il tasso può variare di alcuni multipli e il contratti tipicamente non prevedono un interesse massimo applicabile). |