Quando si richiede un preventivo per un finanziamento, o anche semplicemente soltanto quando si stanno valutando le condizioni pubblicizzate da una determinata finanziaria, ci si ritrova a dover fare i conti con due indici, espressi in percentuale, che sono il Tan ed il Taeg.
Per prima cosa bisogna comprendere a che cosa si riferiscono per poterne valutare il peso, in termini di onerosità complessiva dl finanziamento.
Il Tan (Tasso annuale nominale) esprime il tasso di interesse che verrà applicato ad un determinato finanziamento: ad esempio un Tan del 10% sta ad indicare che il tasso di interesse nominale applicato sarà del 10%.
Tuttavia bisogna sottolineare che si tratta di un indice 'nominale' poiché la restituzione del capitale, e degli interessi maturati, anziché essere effettuata alla scadenza (ad esempio al termine dei 12 mesi in caso di un finanziamento ad un anno), verrà effettuata con cadenza mensile, il che anticiperà il rimborso creando un ulteriore vantaggio per il finanziatore.
Questo aspetto lascia indifferente il Tan, ma agisce sul Taeg che tenderà ad allontanarsi dal Tan tanto maggiore sarà la durata del piano di rimborso (perché tanto più ampio sarà il vantaggio di cui godrà il finanziatore per il rimborso rateale).
Altri fattori che vanno a confluire nel Taeg (Tasso annuale effettivo globale), sono gli altri costi legati all'istruttoria, alle eventuali spese di estinzione, ai costi legati alle comunicazioni periodiche, e se presenti, alle commissioni legate all'incasso della rata.
Per cui emergono due fattori: per avere un'idea chiara sul costo complessivo che avrà un'operazione di finanziamento bisogna controllare l'importo riportato sotto la voce del Taeg, e non tanto quella del Tan, e ciò è importante soprattutto quando si deve fare una comparazione tra diverse proposte o preventivi; i due indici non possono coincidere.
Non a caso il legislatore, nelle recenti disposizioni, ha imposto alle finanziarie e alle banche di specificare in modo sempre molto chiaro il Taeg associato a ciascun finanziamento, e di esprimere anche la somma che complessivamente andrà restituita dal finanziato, sia in termini di Tan (ovvero con l'applicazione del tasso annuo nominale), che in termini di Taeg.
Solo in questo modo si potrà avere un quadro chiaro dell'esborso totale che bisognerà sostenere nel tempo, per ottenere l'uso di un determinato bene oggi, coniugandolo con la necessità ed i benefici che l'impiego immediato garantiranno.
Quindi in sintesi, quando ci si trova dinanzi ad una proposta di finanziamento bisogna dare una veloce occhiata al valore riportato sotto la voce Tan, che permette di constatare in modo semplice se si tratta di un tasso 'fuori dal mercato' oppure di un'offerta accettabile.
Tuttavia bisognerà soffermarsi sul valore riportato sotto la voce Taeg, che permetterà sia di avere un'idea più chiara del costo complessivo dell'operazione di finanziamento, e sia le componenti di spesa accessorie che verrebbero applicate per quella determinata proposta, ed affidarsi ad esso per la comparazione tra diversi preventivi.
In questo caso bisogna ovviamente prediligere quella proposta che presenta un Taeg più basso, senza dimenticare l'importanza della sostenibilità della rata.
Poiché la comparazione sia utile è necessario che venga effettuata tra finanziamenti simili nella durata.
