A partire da Giugno di quest'anno, è diventato molto più semplice valutare le varie proposte di prestito, e mettere a confronto i diversi preventivi, grazie all'intervento del legislatore, che ha adeguato la normativa italiana a quella europea.
Il primo aspetto da controllare è costituito, nel caso in cui sia stato richiesto un preventivo, che questo sia stato redatto sull'apposita modulistica preposta, e che siano stati completati, in particolare, alcuni spazi specifici.
Per cui sono da non considerare nel modo più assoluto, fogli bianchi, o anche intestati, che manchino di questo requisito.
In particolare devono essere specificati: il Taeg applicato, la durata del finanziamento, la penale di estinzione se è presente e l'eventuale percentuale, l'importo totale che dovrà essere rimborsato (comprensivo del capitale con tutti gli interessi che saranno maturati al termine del piano di rimborso), i dai identificativi dell'addetto che si è occupato della pratica, e la data.
Nel caso in cui si trattasse di un'offerta con tasso promozionale, dovranno essere specificati anche: il tasso promozionale applicato, con quello a regime, ed il periodo di tempo in cui si potrà aderire all'offerta.
Per poter confrontare diversi preventivi è necessario controllare la voce che riporta il Taeg.
Questo è l'indice sintetico di costo che raccoglie tutte le spese, comprese quelle di istruttoria, relative alle comunicazioni o all'incasso delle rate (ciò spiega il motivo per cui finanziamenti con Tan pari a zero, presentano quasi sempre Taeg con qualche punto percentuale).
Uno degli aspetti fondamentali che devono avere i finanziamenti è la sostenibilità della rata.
Per questa ragione, oltre a considerare il tasso di interesse applicato, bisogna valutare con attenzione l'entità della rata, scegliendo quella che si può rimborsare, senza far entrare in sofferenza le proprie finanze.
Ovviamente, al prolungarsi del piano di rimborso, generalmente aumenta anche il tasso di interesse applicato, ma tuttavia ci si può rendere conto, in modo ormai abbastanza facile, di quanto inciderà quella 'percentuale' in più applicata sul costo complessivo del finanziamento.
Infatti una volta abbandonata l'idea di potersi affidare al miglior finanziamento in senso assoluto (che di fatto non esiste), bisogna concentrarsi sulla soluzione che riesce a coniugare nel miglior modo possibile costi e benefici, da valutare alla luce delle proprie esigenze.
Per queste ragioni non bisogna assolutamente concentrarsi esclusivamente nella ricerca del finanziamento con il tasso più basso.
Infine, prima di firmare il contratto bisogna controllare, tra le condizioni applicate, che non siano presenti delle clausole vessatorie (ad esempio condizioni che escludano l'esercizio del diritto di recesso senza penali che va esercitato entro 30 giorni dalla firma, ed anche se la banca o la finanziaria, abbiano già erogate le somme richieste).
Questo genere di clausole è nullo, ma per evitare di ritrovarsi a dover far valere i propri diritti davanti ad un giudice di pace o un tribunale, è sempre meglio evitare fin dal principio, affidandosi ad istituti di credito che rispettino il principio di correttezza e trasparenza in modo più puntuale.
Il genere di cosa che non va MAI fatta, invece consiste nel 'pagare' di tasca propria, l'intermediario che dovrebbe portare avanti la pratica di finanziamento, poiché le spese di norma vengono decurtate dalla somma erogata.
