Il mancato pagamento della rata di un prestito, costituisce una violazione delle norme contrattuali che il finanziato ha accettato nel momento in cui ha inoltrato una richiesta di finanziamento.
Esistono diversi effetti derivanti dal mancato pagamento della rata, che sono sempre specificati nel contratto, e che prevedono sempre l'applicazione di interessi di mora, ed in alcuni casi anche l'immediata risoluzione del contratto, con l'obbligo per il finanziato di dover rimborsare tutta la somma residua finanziata in un'unica soluzione.
Ma le conseguenze economiche non si esauriscono solo a questi effetti, poiché la banca o la finanziaria con molta probabilità, provvederanno alla segnalazione del creditore alla Centrale rischi, annoverandolo tra i cattivi pagatori, il che potrà fortemente complicare le sue possibilità di accesso al credito in futuro.
Un aspetto molto importante è legato alle motivazioni per cui avviene il ritardato pagamento: se ciò avviene per fatti particolarmente gravi (ad esempio malattia documentabile) si può dare prova, chiedendo che non vengano così disposte le varie sanzioni previste, ma in tutti gli altri casi alla finanziaria non importerà di chi è effettivamente la colpa: se il mancato pagamento, ad esempio della Rid è imputabile alla banca, ciò non alleggerisce la posizione del finanziato, che dovrebbe assicurarsi ogni mese che i pagamenti siano stati regolarmente effettuati (quindi è bene controllare mensilmente che ciò avvenga veramente).
Ovviamente qualche giorno di ritardo, purché non sia sistematico è comunque tollerato.
Infatti in caso di 'primo ritardo' questo non viene individuato fino a che siano trascorsi 60 giorni dalla scadenza, o fino a quando non ci sia stato anche il secondo ritardo con il mancato pagamento di entrambe le rate.
La tempistica scende a 30 giorni nel caso in cui si tratti di azienda o libero professionista.
Il Garante della privacy è intervenuto per imporre un termine perché i dati, in caso di iscrizione alla centrale rischi, rimangano nel sistema, che è di:
- 12 mesi dal pagamento della rata che ha portato alla segnalazione se si tratta al massimo di due rate;
- 24 mesi se le rate ritardate sono più di due, e poi sono state sanate;
- 36 mesi se le posizioni non sono state regolarizzate.
La cancellazione della segnalazione dovrebbe avvenire in modo automatico, al momento in cui scadono i termini, ma nella maggior parte dei casi ciò non succede.
Quindi è sempre nell'interesse del finanziato richiedere un controllo alla Crif del proprio status (sia tramite la propria banca, che direttamente attraverso la Crif, che ha una sezione specifica per avanzare tali richieste), specialmente prima di procedere alla richiesta di un altro finanziamento.
Qualora il proprio nome fosse indebitamente rimasto iscritto bisogna richiederne la cancellazione, tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Prima che si arrivi alla segnalazione, le banche o le finanziarie contattano il finanziato intimandolo al pagamento (è la fase della messa in mora).
In questo caso bisogna provvedere al pagamento per l'importo richiesto, entro i termini e con le modalità riportate nella lettera.
Se tuttavia si è già provveduto, al momento in cui giungerà la lettera, per scrupolo è meglio farlo presente alla finanziaria (basta inviare un fax) per evitare che proceda ugualmente alla segnalazione.
