Prestiti alle imprese sempre più scarsi

Anche se sul nostro sito parliamo spesso e volentieri di finanziamenti personali alle famiglie e ai privati non professionisti, cerchiamo di comprendere come stiano andando le erogazioni creditizie nei confronti delle piccole e medie imprese della Penisola, alle prese con un sostanziale credit crunch che non sembra voler abbandonare il contesto del mercato interbancario europeo e, soprattutto, italiano.

Stando a quanto affermato dalla Banca d'Italia, infatti, nel corso del mese di marzo la crescita tendenziale dei prestiti alle imprese sarebbe stato pari a meno di un punto percentuale (+ 0,9 punti percentuali): uno sviluppo molto (troppo) lieve, che rischia di trattenere ulteriormente al ribasso le speranze di crescita delle attività caratteristiche delle organizzazioni imprenditoriali della Penisola, di qualsiasi dimensione.

Rilevando una flessione di 10,8 miliardi di euro di finanziamenti rispetto al mese precedente (circa 884 milliardi di euro), la Banca d'Italia “certifica” altresì una crescita dei flussi prevista solamente alla fine del 2012. Nel contempo, il tasso di crescita per le famiglie si sarebbe assestato intorno ai 2,2 punti percentuali, contro il tendenziale 2,7 punti percentuali del mese di febbraio. Una situazione estremamente complessa, che rischia di avvinghiarsi con una morsa sempre più critica, che potrebbe alimentare la sfiducia da parte degli operatori professionali e non professionali, i quali continuano a rallentare le proprie domande.

Discorso sensibilmente diverso in altri mercati europei, dove la crisi si fa sentire, ma con meno intensità. È il caso della Germania, dove famiglie e imprese continuano a ottenere credito con regolarità (o, per lo meno, con un credit crunch notevolmente più lieve), e a tassi di interesse molto più bassi (circa 3 punti in meno, grazie a uno spread significativamente più contenuto).

Ma cosa accadrà in futuro? Nonostante fino a qualche settimana fa trapelasse un po' di ottimismo sull'evoluzione delle erogazioni creditizie e famiglie e imprese, sul mercato italiano continua a permanere una significativa impressione di scarsità di intenti da parte dei protagonisti reali della vicenda. È in altri termini probabili che ancora per qualche mese tassi elevati ed erogazioni scarse possano contraddistinguere lo scenario interbancario nostrano.