Surroga del mutuo
La surroga del mutuo consiste in sostanza nella portabilità, o trasferimento del mutuo in corso, presso un altro istituto di credito, con l'obiettivo di riuscire ad ottenere delle condizioni migliori.
Da un punto di vista operativo bisogna rivolgersi ad una nuova banca con la quale si otterrebbe un miglior trattamento che potrebbe ad esempio riguardare il tasso o la durata.
Alla banca va ripresentata la documentazione reddituale necessaria perché questa possa decidere sull'affidabilità o sul rischio di operazione di surroga.
In caso di parere positivo, la nuova banca provvederà ad estinguere il mutuo presso la banca precedente (che ha 10 giorni di tempo per consegnare i conteggi per l'estinzione anticipata), subentrando per la cifra residua.
Tutte le banche non prevedono l'applicazione di costi di istruttoria o qualsiasi tipo di commissione, e nel caso in cui ci si rivolga presso il loro notaio di fiducia, nemmeno nessuna spesa notarile.
Mentre nel caso in cui ci si voglia rivolgere ad un notaio diverso, la banca stabilisce una somma forfettaria che sarà a suo carico, ma in caso di eccedenza della parcella notarile la differenza dovrà essere sostenuta dal mutuatario.
Con la surroga possono essere modificati:
- il tipo di tasso di interesse applicato (se in precedenza era fisso si può passare al variabile o viceversa);
- l'entità del tasso stesso, passando ad uno più basso;
- la durata del mutuo, riuscendo a beneficiare di una riduzione, più o meno accentuata dell'impatto della rata.
Ciò che non può essere cambiato con la surroga è l'importo, che sarà necessariamente pari al capitale residuo.
In merito bisogna tener presenti due aspetti:
- le banche superano questo limite erogando dei mutui di surroga più liquidità (per la liquidità sono previsti dei limiti massimi, imposti con l'applicazione di percentuali predefinite, che in genere si fermano al 10 o 15% dell'importo del capitale residuo).
- i soli interessi passivi che possono essere portati in detrazione, sono quelli che maturano sul capitale residuo, per cui nel caso in cui dovesse essere richiesta una somma maggiore, comunque non potrebbero essere sfruttate le agevolazioni fiscali sulle eccedenze.
